il prima e dopo dei cambiamenti climatici…. ce n’è da riempire un libro…vedere per credere…
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/scienzaetecnologia/fragile-terra/1.html
il prima e dopo dei cambiamenti climatici…. ce n’è da riempire un libro…vedere per credere…
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Vita dura oggi per le tartarughe marine: le nursery sono sparite!!! Niente ppiù spiagge per deporre le uova!!! 70 anni fa?10.000 mila nidi in Italia. oggi?10! perchè?perchè ora siamo ricchi e possiamo andare al mare. Non solo in itala, rimini non ci basta più..la specie Homo Sapiens in estate (periodo di folli cotte non solo per noi!!!!) invade le spiagge del mediterraneo e non solo…e le Carette carette (la tartaruga di mare più popolare del mediterraneo) non hanno più un posto per partorire in santa pace! spero che non si aspetti di vederle diventare tartarughe rinja mutanti prima di intervenire!!!

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Un mondo completamente sommerso dalle acque. Un nave che porta in salvo tutti, animali compresi. Un uomo, nominato da Dio che guida la nave. Chi non conosce la storia di Noè, che salva il genere umano dal diluvio universale inflitto dall’onnipotente per lavare i peccati di noi mortali? Come forse qualcuno non sa, la storia dell’alluvione delle alluvioni non è una storia narrata solo nella Bibbia, ma è retaggio anche di altre culture sparsa per il mondo. (es. il sumerico Ghilgameš).
Qualche scienziato, curioso per natura, ha cominciato a riflettere sulla questione, cercando di capire se questo disastro naturale leggendario avvenuto a livello pressochè globale non avesse qualche fondo di verità. Più di qualche esperto in geologia (e non) si rese conto che i vari moti risalgono tutti a circa 8000-7000 anni fa, periodo definito da quelli del settore come optimum climatico: in poche parole, a quella data corrisponde la fine del disgelo dopo l’ultima glaciazione, la Wurm.
“E se il diluvio universale non fosse altro che una grande inondazione dovuta al disgelo dei ghiacci continentali?”. Partendo da questa ipotesi, i geologi Bill Ryan e Walter Pitman hanno condotto delle ricerche sul mar Nero e hanno scoperto che fino a circa 7500 anni fa era un lago, isolato dal mediterraneo poichè il bosforo era emerso a terra ferma durante l’ultima regressione marina. I due hanno pubblicato un libro (il diluvio. 7500 anni fa l’acqua sommerse la terra) per raccontare la loro scoperta anche al grande pubblico, che solitamente non ha accesso alle riviste scientifiche specializzate.
Sebbene non siano mancate le reazioni scientifico-religiose di alcuni scienziati un po troppo “filocreazionisti”(vedi Abrajano - già il nome è di parte), altre scoperte hanno confermato la tesi di Pitman e Ryan (vedi Ballard).
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Anche quest’anno, come già vi ho ricordato qualche post fa, i conduttori del programma di radio 2 “Caterpillar”, invitano gentili ascoltatori e non all’annuale ora e mezza di silenzio elettrico. Domani, 15 febbraio 2008, giornata internazionale del risparmio energetico, siamo tutti invitati ad aiutare a consumare un po meno energia del solito. L’appello, per scendere nel dettaglio, è quello di spegnere dalle 18 alle 19.30 tutti i dispositivi elettrici non strettamente indispensabili: stereo, lavatrice, forno a microonde, ma soprattutto luci superflue, spie rosse di televisori spenti, carica batterie lasciati infilati nelle prese senza cellulare all’altro capo del filo. Tante cose, insomma, che spesso si lasciano accese solo per pigrizia.
Vi costa scacciare la pigrizia in nome di ecologia, natura eccettera eccetera? Almeno fatelo in nome del portafoglio!!!! pochi gesti salvano in unico sforzo capra (soldi) e cavoli (ambiente)..
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Penso che lo zio sam si rivolterebbe nella tomba a vedere questa sua nuova versione di se. A me invece piace molto.
Quest’anno il Darwin Day (D-DAy) è giunto alla sua sua quinta edizione. E anche in Italia i dibattiti sul tema non mancheranno. In vista del bicentenario della nascita del mitico Charles (2009), appuntamenti di vario tipo si terrano anche i varie città italiane, e non solo per addetti ai lavori.
Speriamo che quest’appuntamento sia occasione di ridestare l’interesse dei giovani verso la scienza. Infatti le attività organizzate -laboratori,giochi,serate a tema- sono rivolte soprattutto agli studenti, dalle scuole elementari all’università.
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La legge del 20-20-20, così è stata definita. Entro il 2020 si cercherà di aumentare del 20% la produzione energetica da fonti rinnovabili, di migliorarne del 20% l’efficienza e di ridurre del 20% le emissioni di CO2. questo quanto è stato approvato ieri dalla Commissione europea.
Ce la farnno i paesi membri a riapettare l’accordo del venti? sapete cosa mi fa sentire rassegnata? che proprio ieri, parlando con un esperto di cambiamenti climatici, ho scoperto che, non per ridurre, ma semplicemente per mantenere l’emissione di CO2 a livelli pari a quelli attuale, altro che legge del 20, servirebbe la legge 80-80-80!!!!!
Ebbene si, solo per evirtare che il tasso di CO2 aumenti, sarebbe necessario diminuire il consumo energetico mondiale dell’80%. Ma ve lo immaginate?la mattina tutti a scuola a piedi, termosifoni addio e addio a qualsiasi viaggio alle maldive, a meno che non siate dei bravi nuotatori. Tempi da medioevo insomma!!!!
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Bazzicando qui e lì per i miei rss sono incappata ne festival delle scienze di roma di quest’anno. Andando sul sito dell’evento (http://www.auditorium.com/eventi/4888408), è possibile vedere l’elenco e il programma completo delle conferenze. Il tema di quest’anno è prettamente ecologico, indirizzato ai rapidi cambiamenti globali. L’argomento è attraversato trasversalemnte, sia dal punto di vista prettamente scientifico che etico: si discute di energie alternative, di inquinamento, ma anche di terzo mondo, di responsabilità dello scienziato e del rapporto tra la cultura islamica e la scienza.
il prezzo è più che abbordabile, 2 euro a conferenza, 1 se si è minorenni.
Se riesco volevo farci un salto, sembra essere interessante. Dura dal 14 al venti gennaio, all’auditorium. fatemi sapere le vostre impressioni se ci andate!!!!
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Anche quest’anno l’Apat (agenzia per la protezione dell’ambiente e del territorio) si trova a dover tirare le somme su tutti i nostri dispendi e capricci energetici.
“L’agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente e del territorio racconta di un paese sempre più inquinato, sempre più schiavo dell’automobile, sempre più incapace di ridurre i consumi energetici e la produzione di rifiuti.” cosi riporta repubblica.it il 18 dicembre scorso.
A quanto pare, l’italiano medio nel tempo libero ama andarsene in giro zozzo, in auto, lasciando elettrodomenstici e luci accese a casa. Scherzi a parte, lo scenario non è molto distante dalla realtà, a quanto pare. Concentriamoci un attimo sul problema trasporti. Le più grandi città italiane (Milano, Bologna, Venezia, Torino) sforano abitualmente i limiti di emissione di polveri sottili. Ma c’è da considerare anche che nessun europeo ama le automobili come noi italiani: ce n’è una ogni 0,74 abitante. La macchina è il nostro mezzo di trasporto preferito in assoluto: solo il venti % di noi sfrutta abitualmente i mezzi pubblici. Il trasporto stradale, commerciale o privato che sia, è comunque aumentato del trenta percento negli ultimi 15 anni.
Possiamo fare a meno di una macchina in meno? possiamo limitare il dispendio energetico in casa? Indubbiamente si, la convenienza è anche economica. Ma indubbiamente anche le istituzioni ci devono venire incontro: un riciclaggio dei rifiuti più veloce, un sistema di trasporti pubblici più efficiente, lampadine a basso consumo energetico ( i famosi bulb)a un prezzo piu economico, e soprattutto campagne informative più efficace. Purtroppo questo è un problema che va affrontato sia dal singolo che dalle istituzioni, altrimenti si innesca un circolo vizioso..non fai tu, non faccio nemmeno io.
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Finalemente ho visto il film di Al Gore, An inconvenient truth. Devo dire che l’ex candidato presidente U.S.A. non ha smentito il tipico stile politico americano, puntando su drammi personali per dare una certo tono sentimentale e strappalacrime al filmato. Certo le intenzioni sono – o almeno sembrano – sincere, l’uomo che tutti vorrebbero avere al governo…ma, mi chiedo, siamo sicuri che tutta questa dedizione all’ambiente sia un sentimento poi così puro? Nessun significato nascosto nelle mie parole, solo uno spunto di riflessione sul perchè il documentario abbia assunto toni talvolta forse un po’ troppo calcati.
Consiglio la visione del documentario che ribatte a quello di Al Gore, un filmato (fin’ora solo in english) edito dal britannico Channel 4. Più moderato, di opinione diversa sulle cause del riscaldamento globale, ma probabilmente ne banalizza anch’esso le cause.
Visto per il momento nessuno sembra avere la sfera di cristallo, ai posteri l’ardua sentenza…
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