Inserito da: kirablu | 15 Novembre, 2007

WHAT A WONDERFULL WORLD…..

All’inizio avevo pensato di mettere un bel *.ppt didattico, con una sfilza di danni da inquinamento e cosa da fare per evitarli…molto educativo, ma un po’ palloso in realtà!

Quindi dopo una lunga cernita vi beccate questo: una carrellata di immagini, qualcuna discutibile se volete, sul nostro pianeta, carrellata che mette in evidenza quello che, forse, ogni tanto noi ambientalisti integralisti ci dimentichiamo: nel mondo, oltre a uccellini, scimmiette e orsi polari c’è anche l’animale Homo sapiens, il quale contribuisce al mondo faunistico con circa 6 miliardi di individui.

Potevo scrivere qualche frase ecologica ad effetto, del tipo sull’importanza dello sviluppo sostenibile, “che le nostre esigenze debbano essere soddisfatte senza compromettere la possibilità di utilizzo delle risorse  alle generazioni future”. Concetto verissimo, ma non vi voglio esasperare oltre con le vostre responsabilità da bravo ecologista, ed apro questa piccola parentesi disimpegnata.

Questa raccolta di immagini mostra alcuni scorci del nostro pianeta, in cui spettacoli di una natura mozzafiato si mischiano con gioe, vizi, capricci e passioni dell’uomo moderno.

 

Inserito da: kirablu | 15 Novembre, 2007

LA RICERCA? ECCO DOVE E QUANTO

Inserito da: kirablu | 15 Novembre, 2007

DISCOVER: il sito web 2.0 per essere sempre aggiornati

 immagine al microscopioimmagine al microscopioimmagine al microscopio di pulceimmagine al microscopio di pulce

Bazzicando qui e lì per vari siti scientifico-ambientalisti, mi sono imbattuta sul sito della rivista Discover: Science, Technology and The Future. Se la rivista è pensata appositamente per tenerci aggiornati sulle ultime scoperte nei campi piu disparati della scienza, il suo sito web non è da meno.

Il sito mette a disposizione del “cliccatore” una serie infinita di articoli a mio parere ben categorizzati in sezioni scientifiche quali: Healt & Medicine, Mind & Brain, Technology, Space, Human Origins, Environment, Living Word, Physics & Math. La cosa positiva, a mio parere, è che queste categorie non comprendono tutte le branche della scienza, ma sono suddivise per argomenti mediaticamente all’ordine del giorno. Questa accortezza rende il sito accessibile non solo a “quelli del settore”, ma anche a coloro per i quali la scienza è solo curiosità.

Il sito mette inoltre a disposizione tutta una serie di foto (vedi sotto), podcast audio e video molto interessante, a cui lascia libero accesso a tutti. A differenza dei portali di altre riviste specializzate nelle quali mi sono addentrata(come per esempio il National Geographic), è possibile ricavare le URL di ogni audio, foto e video, con la possibilità quindi di inserirli nei propri blog personali come feed rss.
creature dagli abissi
Ma la possibilità di feed rss non finisce qui! Ciò che più mi ha colpito in questo sito è proprio la grande quantità di applicazioni feed rss. Oltre ad essercene uno per ognuna delle categorie sopra elencate, ce ne sono svariati e non solo di testo. Tra i più interessanti consiglio i feed rss map, dove è possibile vedere mappe su ogni argomento scientifico possibile e immaginabile (dagli uragani ai paesi dove più si riceve l’odiata posta spam). Molto “comunicativi sono anche i feed sulle “20 cose che non sapevi riguardo a….”e qui si può spaziare dai premi nobel, ai ratti, alle 20 cose che non sapevi sul..niente!

Da non dimenticare sono anche le newsletter, anche queste grautite, su svariati argomenti. In realtà in certi casi richiede una sottoscrizione a pagamento, ma se si cliccano dalla home page in basso a destra ti da la possibilità di collegamento mail che sembrerebbe gratuito. In ogni caso sto verificando la cosa e se funzione ve ne darò conferma!!!

Insomma, il sito mi sembra buono, soprattuto perchè, essendo il sito di una rivista di divulgazione scientifica, centra in pieno il suo obiettivo: comunicare e rendere appetibile la scienza ai più, ad un livello superione di quello a cui mirano riviste come Focus, per citarne una. Lo spirito do mcondivisione del web 2.0 mi sembra comunque colto.

Ora comunque mi lancerò alla prova delle applicazioni di cui vi ho entusiasticamente parlato, sperando di aver susciutato false speranze in nessuno di noi!  :)

Inserito da: kirablu | 14 Novembre, 2007

OGM: E’ ARRIVATO L’UOMO NERO

 

Nell’epoca della conoscenza, delle grandi scoperte scientifiche e tecnologiche, gli spauracchi esistono ancora. E sono pure rimasti al passo coi tempi. Le streghe non bruciano più sul rogo, e certi pregiudizi che collegano la cecità all’autoerotismo sembrerebbero essere scomparsi…oggi per fortuna abbiamo gli ogm: la sola idea di mangiare questi prodotti, alimenta a dismisura le nostre paure!!!

Tutti sono contro gli ogm. La Coop fa sgonfiare i polli ogm mentre passano alla cassa. Greenpeace (noto difensore dell’ambiente) indice campagne in cui i suoi uomini si avvicinano al mais genticamente modificato protetti da tute che  a Chernobyl si sognavano. “Coalizione Italia-Europa liberi da ogm” ha annunciato ieri l’ultimata raccolta di oltre 3 milioni di firme per impedire la coltivazione di ogm nel nostro paese.

Ma perchè tanto timore? Se l’uomo nero cambia, la paura rimane sempre quella: la paura dell’ignoto. Molti sondaggi hanno rivelato come chi si dichiari contro gli ogm in realtà non sappia definirli. E sapere che gli scienziati intervengono sui geni fa molto scienziato pazzo che vuole giocare a fare Dio, ed è quindi meritevole di disprezzo.

Come assicurano gli esperti (per chi sia intenzionato a sentirli) i risultati sulle sperimentazioni sono molto rassicuranti, specialmente per ciò che riguarda la salute dell’uomo. Quello che non è rassicurante sono gli effetti dei pesticidi e delle tossine fungine sulla salute: della loro pericolosità siamo certi. Coltivazioni ogm già in atto in altri paesi hanno dimostrato come si possa creare colture resistenti ai patogeni e che non necessitino di antiparassitari chimici. Per non parlare delle applicazioni che si possono apportare ai paesidel terzo mondo, dove la fame è l’unico e indiscusso uomo nero. Immaginate di poter creare pomodori che crescano nelle più desertiche condizioni ambientali, o legumi arricchiti in proteine o vitamine a disposizione di chi questi nutrienti basilari non se li può procurare in altro modo. Non serve immaginare tutto ciò, perchè questi prodotti esistono, ma costano. E qui si potrebbe aprire un altro argomento, ma sarà oggetto di altre discussioni.

Forse a causa della mia formazione, la mia visione generale sulle possibili applicazioni ogm è positiva. Ma ammetto anche la possibilità di ignoranza da parte mia, ed è per questo che invito tutti, e soprattutto chi non la pensa come me, a spiegarmi le ragioni della propria avversione, sentimentale o razionale che sia, verso gli organismi geneticamente modificati.

Inserito da: kirablu | 14 Novembre, 2007

IL BIGNAMI DELL’ECOLOGO

copertina 

vi segnalo (sempre che ci sia qualcuno a leggermi) un libro interessante per noi naturalisti/ambientalisti e simili di professione.  “Earth system, processes and issues” di  un certo W. G. Ernst (che parrebbe saperne) riepiloga in modo completo ed esauriente quello che ci siamo dovuti studiare in 3/5 anni (se qualcuno ci ha impiegato di più non si senta escluso :) ). E’ editato dalla Cambridge  University Press, ed è quindi ovviamente in inglese, ma quello tocca saperlo. Non  è proprio formato bignami, però la professionalità è garantita!!!!

(costa sui 100 euro…viste le finanze del naturalista/ambientalista consiglio di cercarlo nelle biblioteche universitarie)

capisco che  lingua, lunghezza e prezzo non siano stati invitanti, ma se vi capita tra le mani vi consiglio di  sfogliarlo… capirete le connessioni tra i 345 esami da 2/3 cfu ciascuno che avete dato…

Inserito da: kirablu | 13 Novembre, 2007

AL GORE… PREMIO NOBEL?

Volevo aprire una discussione sul nuovo premio nobel per la pace…. Al Gore e l’IPCC (Intergovernmental Panel Global Changes)…ancora non ho avuto l’occasione di vedere il documentario “una scomoda verità”… intanto volevo un parere da chi di voi l’ha visto o in generale sulla scelta della consegna del premio…

Inserito da: kirablu | 25 Ottobre, 2007

SOCIAL NETWORK

Paul, interpretato da Will Smith, convince sei famiglie newyorkesi ad ospitarlo, fingendosi un amico di conoscenti o un compagno di università dei figli. I componenti di queste 6 famiglie si conoscono a loro volta tra loro. In questo intreccio di legami, Paul riesce a sfruttare a suo vantaggio la situazione e, facendosi beffe di tutti, scompare nella folla della Grande Mela.

Six degrees of separation“, dell’australiano Fred Schipesi ,è ispirato all’omonima teoria sociologica sviluppata negli anni sessanta dallo psicologo statunitense Stanley Milgram. Ogni persona nel mondo è collegata ad ogni altro attraverso (in media) altre sei persone. Chiara conosce Alda, Alda conosce Piero, Piero conosce Luca, Luca conosce Alberto, Alberto conosce Ivan: Chiara conosce Ivan.

Questa come altre teorie (teoria della forza dei legami deboli), sono alla base della SNA (Social Network Analysis) teoria chiamata Social Network (teoria delle reti). La società è studiata dal punto di vista delle relazioni instaurate tra i propri componenti. Secondo la regola dei 150, 150 persone sono in qualche modo legate tra loro e ognuno sa perlomeno dell’esistenza degli altri149. Le relazioni possono essere le più svariate: dalle affettive ai rapporti di lavoro, dagli incontri casuali a quelli che avvengono per interessi comuni. Il presupposto è che tali legami (ties) influenzino in qualche modo gli individui (nodes), o attori sociali. La SNA studia statisticamente come avviene tutto ciò. Le sue applicazioni possono avere riscontro in vario campo: statistica, sociologia, antropologia, psicologia sociale, studio delle organizzazioni.

Da circa quindici anni a questa parte un nuovo tipo di rete sociale sta suscitando l’interesse degli studiosi della SNA: il web. Soprattuto dopo l’avvento del web 2.0 nel 2004, la comunicazione in rete è arrivata a livelli popolari. Le applicazioni (social networking) sempre più facili da utilizzare, multimediali e interattive, hanno reso possibile l’incontro su internet di vere e proprie community che comunicano e conoscono nuove persone attraverso il computer. Blog, forum, software di messaggistica istantanea, newsletter sono ormai strumenti di cui molti di noi fanno uso ogni giorno per motivi di lavoro, per contattare gli amici, o per puro divertimento. E’ facile capire come la rete sociale di ognuno sia potenziata da queste nuove possibilità di comunicazione.

Analisti del Social Network tremate: la regola dei 150 sta per crollarvi addosso.

Inserito da: kirablu | 25 Ottobre, 2007

I Verdi: “Gli italiani sono contrari al nucleare”

Secondo la ricerca il 56% degli intervistati è contrario a nuove centrali
ROMA
«È la conferma che i cittadini italiani rimangono largamente contrari al nucleare». Così Roberto Della Seta, presidente di Legambiente, commenta i risultati del sondaggio commissionato dai Verdi alla Ipr Marketing. 

Secondo la ricerca, infatti, il 56% degli intervistati è contrario a nuove centrali in Italia, percentuale che sale al 70% se la costruzione di una centrale è vicina al comune dell’intervistato. 

«Questo orientamento riguarda tanto l’elettorato di centrosinistra che di centrodestra - continua Della Seta -, e viene dimostrato che l’opinione pubblica è più avanti di molti politici che invece di preoccuparsi di aprire le basi per le energie del futuro, come il solare, l’eolico, o per l’efficienza energetica o per la ricerca sull’idrogeno, le sole vie capaci di fermare i mutamenti climatici si attardano in sterili polemiche. Insomma, l’Italia rifiuta il nucleare nonostante ci sia un battage pubblicitario che propone l’atomo come la panacea di tutti i mali». 

«Gli italiani sono nettamente contrari al nucleare. I dati del sondaggio Ipr sono chiarissimi e dimostrano che a vent’anni di distanza dal referendum gli italiani non vogliono l’energia atomica e tra gli elettori di centrosinistra la percentuale dei contrari è ancora più alta». Lo afferma il presidente dei Verdi e ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio sul suo blog www.pecoraroscanio.it commentando i dati del sondaggio Ipr sul nucleare. 

«Il fortissimo pressing politico e mediatico delle lobby dell’atomo- prosegue Pecoraro-, soprattutto negli ultimi mesi, non ha modificato la volontà popolare, dimostrando ancora una volta che i cittadini si aspettano politiche energetiche innovative e non il ritorno al nucleare, costoso e pericoloso. Questo risultato è uno stimolo ulteriore per la grande manifestazione del 10 novembre, in occasione del ventennale del referendum contro il nucleare». «Noi Verdi – conclude il leader del Sole che Ride – continueremo a fare tesoro delle opinioni dei cittadini italiani, continuando in maniera decisa la nostra battaglia per incentivare l’innovazione e le fonti rinnovabili e per combattere i cambiamenti climatici, contro concezioni retrograde, legate ancora ad una tecnologia obsoleta e pericolosa, che ha costi altissimi e tempi di realizzazione infiniti e non programmabili». 

«I risultati del sondaggio dell’Ipr su commissione dei Verdi mostrano che in Italia a 20 anni dal referendum c’è un orientamento nettamente contrario al nucleare, anche se meno marcato di quello registrato nel 1987. Quest’orientamento antinucleare diviene più chiaro quando si chiede chi è disposto a vivere vicino a un impianto nucleare, con il 70% di No». Ad affermarlo è Greenpeace in una nota commentando i risultati del sondaggio dell’Ipr ed evidenziando, inoltre, come il nucleare non convenga. 

«L’incessante campagna pro nucleare in atto, portata avanti soprattutto da alcuni settori del centrodestra e da settori confindustriali -sottolinea l’associazione ambientalista-, è basata su un approccio ideologico, sia sugli aspetti di sicurezza che su quelli economici». La campagna filonucleare in atto, sottolinea Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace Italia, «punta soprattutto su supposti vantaggi economici del nucleare. Chiediamo a questi signori come mai dopo 60 anni di sviluppo di questa tecnologia, gli Usa hanno dovuto introdurre forti incentivi economici, visto che nessun imprenditore privato investe in nuovi reattori da 30 anni. Il dibattito è originato dal tentativo del governo Usa di evitare un vero e proprio crollo dell’industria nucleare in quel Paese: ma qualcuno vuole raccontarlo ai cittadini?». 

Le recenti analisi di Moody’s, rileva Onufrio, «mostrano come nonostante i forti incentivi Usa, in quel Paese verrà realizzata solo una o forse due centrali entro il 2015. Questo anche perchè i costi sono più che doppi rispetto a quanto racconta l’industria».

 La stampa, 22/10/2007

Inserito da: kirablu | 24 Ottobre, 2007

COSA POSSO FARCI

Il 15 febbraio 2008 co sarà la prossima giornata internazionale del risparmio energetico. L’invito rivolto a tutti è quello di spegnere dalle 18 tutte le luci e i dispositivi elettrici non indispensabili.

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